FRIULI, OFFICINA DI GIOVANI STUDI E MICROARCHITETTURE

Il viaggio per architetture contemporanee attraverso le regioni italiane approda in Friuli Venezia Giulia. E l'esplorazione registra un paesaggio progettuale vivace, attivo, propositivo. Popolato da diversi giovani - e anche giovanissimi - studi di architettura capaci di elaborare proposte innovative e personali. Che molto spesso, fra l'altro, vengono realizzate.

Il contesto - oltre che ricco - appare stimolante. Si divide in due aree: quella aperta verso il mare, orientata verso un confronto internazionale, e quella di montagna più ritirata ma con un folle potere contrattuale dovuto alla massiccia presenza di imprese legate al settore del mobile. Da un lato Trieste. dall'altro Udine.

Illuminante per comprendere questa realtà dicotomica è stata la conversazione con Pietro Valle ed Elena Carlini, con studi a Udine e a Trieste, le cui attività testimoniano non a caso differenti condizioni territoriali.

Raccontano di tradizioni storiche e identità culturali abbastanza diverse: da un lato il Nord Est delle industrie, benestante ma poco avvezzo al dialogo, dall'altro una città dal respiro internazionale ma con una scarsa presenza sul mercato.

Per il territorio di montagna - bloccato da una mentalità di terra fredda - la sfida è quella dì proiettarsi sul mercato internazionale per un cambio di scala; per quello di mare l'obiettivo è di agganciare le giuste occasioni per mettere a frutto la vocazione al confronto, allo scambio e all'interazione.

Due realtà che hanno generato anche culture architettoniche differenti e ugualmente interessanti. Trieste, legata al mondo mitteleuropeo, ha prodotto notevoli personaggi, fra i quali Ernesto Nathan Rogers, Giuseppe Pagano, Gillo Dorfles, Leo Castelli. Tra Udine e Pordenone, negli anni '50, Gino Valle, Marcello D'Olivo, Angelo Masieri hanno dato vita a una scuola regionale vicina all'organico e al modernismo.

«L'etichetta di "Organicismo" - scrive Pietro Valle - appare subito insufficiente a comprendere la varietà della scena architettonica udinese, dove si forma D'Olivo alla fine degli anni '40. Sono qui presenti una serie di originali riletture dell'opera di Wright che ne declinano diverse componenti linguistiche adattandole a materiali e contesti locali. Il punto di partenza dei giovani udinesi non é tanto l'ideologia zeviana, ma la lezione dí Carlo Scarpa che, attivo a Venezia, influenzerà più o meno direttamente il gruppo con la sua "eterodossia"».

Questi, i giovani di ieri. Ma anche fra quelli di oggi c'è voglia di architettura.

A Gorizia (con sede anche a Venezia) troviamo Piuma Media Architects, con numerose realizzazioni all'attivo soprattutto nel settore alberghiero e residenziale. E ancora Dimitri Waltritsch, autore di progetti coraggiosi, maturi, orientati a stabilire interferenze propositive e inedite con il tessuto della città storica (come il KBcenter a Gorizia, situato nel cuore della città). Poi ci sono i mod-Land, recentemente selezionati, insieme ad altri 10 studi italiani, dalla commissione di Wonderland, la mostra itinerante partita da Veit an der Glan, in Austria, dedicata ai giovani architetti europei.

A Trieste incontriamo Carlini & Valle che, oltre a lavorare come progettisti, sono promotori di iniziative culturali e fondatori della la casa editrice Navado Press, specializzata nella pubblicazione di libri di architettura e di arte contemporanea.

Attorno a Udine lavorano Federico Mentil e Gaetano Ceschia, i quali concepiscono interventi decisamente innovativi per il contesto nel quale si inseriscono: la casa per un geologo a Paluzza e l'autorimessa a Timau dimostrano come anche la piccola dimensione e la presenza di un territörio dal profilo deciso possano generare segni architettonici forti, a tratti anche audaci.

Proprio a Udine hanno lo studio Stefano Gri e Piero Zucchi, protagonisti di una raffinata ricerca stilistica che li ha portati a posizionarsi fra i finalisti dell'ultima edizione della «Medaglia d'Oro per l'Architettura». Sempre a Udine si trova io studio Valle, fondato da Gino Valle e oggi guidato dal figlio Pietro; e ancora Cigalotto e Santoro Associati, che con il progetto per un edificio agricolo a Ravosa - intervento di grande garbo e delicatezza - si sono aggiudicate il «Premio Archìtettura Città di Oderzo».

Fra i giovanissimi udinesi, Tommaso Michieli e Christian Zanatta, autori di numerosi progetti di interni che dichiarano la precisa volontà di un confronto con i linguaggi contemporanei.

A Pordenone ci imbattiamo nelle architetture pulite, sobrie, eleganti di Ado Furlan e Vittorio Pierini, impegnati in questi ultimi anni nella realizzazione di una serie di abitazioni unifamiliari che sottolincano la tensione a un vocabolario di cauta sperimentazione.

Il dibattito culturale regionale è attivo grazie alla presenza di alcune associazioni, promotrici di eventi e, in qualche caso, anche di iniziative concorsuali. Fra le più attive, l'Associazione «Arte & Architettura>, e l'Associazione «TriesteIdea>. La prima, nata in seno all'Ordine dagli architetti dcìla Regione Friuli Venezia Giulia, con sede a Udine, esplora e promuove l'architettura contemporanea regionale; la seconda punta a definire un nuovo ruolo culturale per Trieste a partire dal recupero della sua tradizione di città delle opportunità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A TriesteIdea, alla Facoltà di Architettura di Trieste e a Collaboratorio, si deve l'organizzazione di «Un pieno di progetti», concorso di idee under 30 per la riqualificazione dell'ex distributore realizzato da Ernesto Nathan Rogers, dove dovrebbe sorgere l'Urban Center cittadino. Di recente è anche nata la Triennale Off Veneto Friuli, con sede in territorio veneto, negli ambienti della galleria di architettura «Progettocontemporaneo» di General Membrane, a Ceggia.

Iniziative frizzanti anche all'interno della giovane facoltà di Architettura di Trieste, dove Giovanni Corbellini, ha recentemente invitato Hrvoje Njiric a tenere una conferenza - che poi si è trasformata in un'intrigante momento di confronto per gli studenti - sul tema del turismo globalizzalo e delle sue ripercussioni in architettura.

«È possibile, per un architetto, progettare un edificio pericolante?»: con questa domanda provocatoria Njiric sollecitava gli studenti triestini a una riflessione sul la possibilità di inserire nel progranuna di intervento proposto (un albergo e quaranta appartamenti nell'area portuale di Rjieka, in prossimità di Fiume) «una terza funzione "spiazzante", talmente contraddittoria e paradossale (in questo senso instabile e pericolante) da innescare conseguenze impreviste».

PAGINE A CURA DI FRANCESCA ODDO

 

 

 

 


LONGERA 0601,
L'EDIFICIO CHE SCARDINA LA TRADIZIONE

Un condominio che produce un reddito. Una casa consegnata con un libretto di manutenzione.

Un edificio sostenibile in grado di utilizzare l'energia del vento, del sole e della luce e di riciclarla.

È l'obiettivo di Acme Studios, impegnato nella realizzazione di un complesso residenziale per sei unità abitative a Trieste, fondato sui principi della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico.

Il progetto nasce nell'ambito della collaborazione con Shift21, società che opera a livello internazionale nel settore del real-estate e del design e project management.

Combinazione della muratura convenzionale con strutture portanti e pannellature a secco, dispositivi energetici alternativi, minimo impatto ambientale, rispetto dell'equilibrio idrogeologico sono le chiavi di questo progetto, orientato all'utilizzo di pannelli solari e al recupero delle acque piovane, dotato persino di un impianto di fitodepurazione.

Da un punto di vista formale e compositivo, l'edificio scardina il linguaggio tradizionale delle "scatole" residenziali; propone invece un quadro di linee mosse, nervose, dinamiche, che destabilizzano l'immagine comune dei complessi per abitazioni.

Le sei unità sono organizzate asimmetricamente in due edifici staccati; lo spazio interstiziale ospita i collegamenti verticali e gli spazi collettivi.

Progetto: Acme StudioS
Committente: Shift21
Stato: progetto esecutivo

 

 

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- riferimento allo spazio SHIFT21, ACMESTUDIOS (65 K)